Una giornata di grande dolore a Turbigo. La comunità pakistana e quella turbighese si sono strette in un abbraccio, questa mattina, per ricordare il piccolo Haris Yousaf, il bimbo di 8 anni di origini pakistane che ha perso la vita finendo con la sua bicicletta nel Naviglio Grande. Una tragedia che lascia senza fiato.
Perché la vita di un bambino è troppo importante e non ci sono parole che possano recare conforto alla famiglia affranta dal dolore. “L’incidente che ha coinvolto il piccolo Haris – ha detto il sindaco di Turbigo Christian Garavaglia – ha sconvolto tutta la cittadinanza. Partecipiamo con dolore a questo momento in segno di solidarietà alla comunità pakistana”.
Il bimbo è arrivato da Bergamo, dove era stato portato il giorno dell’incidente per un disperato tentativo di salvarlo. Ad attenderlo a Turbigo c’erano i familiari, insieme a parecchi turbighesi. Al cimitero si è svolto un commovente momento di raccoglimento secondo il rito islamico. Una preghiera per il piccolo Haris che, nella sua breve vita, ha saputo regalare tante emozioni ai genitori e a coloro che lo hanno conosciuto.
Dopo il saluto al cimitero di Turbigo Haris verrà trasferito all’aeroporto della Malpensa per essere imbarcato su un volo con destinazione Pakistan. La sua terra di origine. Sarà in Pakistan che il corpicino dello sfortunato Haris riposerà per sempre.